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Visualizzazione dei post da 2010

Lacrime

Ho pianto tanto quest'anno. Ma io piango sempre per tutto, per i film, per stanchezza, per ricordi lontani, per cose dette e non dette.
Rido e piango in continuazione. Sembro matta. E' come se avessi un ormone sballato. Qualcuno diceva che in gravidanza avrei pianto di più ma così non è stato, avevo paura che mio figlio nascesse triste, che si sentisse disperato molto più spesso del dovuto.
Invece è successa una cosa inaspettata. Riccardo è nato senza lacrime. Piange, piange, si dispera ma a un anno e mezzo dalla nascita nemmeno una goccia di lacrima. Niente di niente.
Ostruzione del dotto lacrimale.
Troppe lacrime per me e niente per lui.
Adoro il Natale, le decorazioni, le canzoni, scartare i pacchetti dopo la mezzanotte del 24 e da quest'anno vedere mio figlio entusiasta di distruggere l'involucro dei suoi regali. Non riesco a controllare l'euforia di questi giorni, la frenesia, le pause pranzo alla rincorsa dell'ultimo regalo (veramente sono tanti quest'anno).

Felicità è desiderare un panettone caldo.

Per

Per non essere mai citati occorrerebbe rimanere in silenzio spesso, essere una presenza poco ingombrante, non creare problemi e rimanere sempre alla finestra. Insomma non disturbare.
Leo, il cui anonimato è palesemente angosciante, adesso riposa nella stanza accanto ma solo perché è tardi e la stanchezza di una giornata come questa ci ammazza lo spirito.
Lui non è proprio silenzioso, la sua presenza metterebbe in subbuglio anche un convento di suore, le sue polemiche su qualsiasi argomento sono protagoniste di ogni minuto della mia giornata.
In 24 ore come queste, dovessi fare un resoconto, non so contare le volte in cui ho pensato alle sue parole, non so contare le volte in cui pensandolo ho detto "uffa!".
Eppure, il personaggio in questione, qualcosa di più di cinque anni fa, è diventato mio marito. Consapevolmente, senza indugi.
In momenti come questi vorrei proprio fermarmi un attimo e correre nella stanza accanto per non godermi più il silenzio, guardarlo e riderci su. Corri…

la vie rose

Des yeux qui font bassier les miens
Un rire qui se perdsur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l'homme auquel j'appartiens

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose

Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours
Et cà me fait quelque chose

Il est entrè dans mon coeur
Une part de bonheur
dont je connais la cause

C'est lui pour moi
Moi por lui dans la vie
Il me l'a dit. l'a jurè pour la vie

Et dès que je l'apercois
Alors je sens en moi
Mon coeur qui bat

ultra 50

Mia madre, da 7 anni, piange ogni 5 dicembre. Semplicemente per un anno in più e chissà poi cos'è che veramente le passa per la testa. Io mi sforzo di essere positiva ma non ci riesco mai, è tutto fuori dalla mia portata. In primo luogo non riesco a capire perché la sua disperazione solo in questo giorno, se proprio occorre bisognerebbeapprofondire. Se fossi in lei, probabilmente, non sarei così sorridente per 364 giorni l'anno. In secondo luogo vorrei scuoterla, renderla viva, non vederla sempre così passiva, la renderei sociale.
La vita non può essere sempre quella degli altri.

Poi mi dico di non essere sufficientemente matura per giudicare. Il mio ruolo è marginale rispetto a quei ultra 50 sorridenti.

Luca

Luca arrivava e sorrideva. Mi chiedevo come facesse con tutta quella tristezza dentro. Ricordo che la sua solitudine mi creava disagio ed era come se mi sentissi sempre in debito.
Quella foto poi. Così grande da spezzarmi il fiato, così viva da farmi morire dentro.
"Quanto sono fortunata" pensavo. Le mie tristezze sono nulla a confronto.

Lo rivedo dopo anni, penso sia più felice, una donna accanto. Immagino per lui una famiglia, quel vuoto colmato a metà. Sistemo quel senso di disagio. Sorrido e penso che alla fine tutto ha un senso.

Oggi quell'articolo mi distrugge. Luca è di nuovo solo, se ne va senza nessuno accanto. In silenzio. Solo il suo cane lo veglia. Allora capisco che la sua solitudine non se ne è mai andata, è sempre rimasta lì, affossata nel silenzio di quella notte che non poteva fuggire.

Mi dico che forse adesso è in pace. Ma per noi che siamo qui e viviamo anche la sua vita è solo una piccola consolazione.

Un sogno, in una notte sul divano

La stanchezza non mi permette di essere lucida e costante nella battitura di questo post. Il divano e il freddo di questa notte hanno seriamente compromesso la mia mattina lavorativa. Che sonno.
Ad un tratto il ricordo di un sogno, la consapevolezza di aver sfiorato un luogo magico e la sensazione che qualcosa di reale forse c'è.
Parigi, in autunno. Alessandra e un viaggio verso la città insieme. Lisa, Anais e Riccardo in treno. La preoccupazione del tempo che scorre lento, la felicità di una città che mi anima.
Mi sono svegliata con le ossa rotte ma il profumo di Parigi sulla pelle. Il profumo autunnale di matite appena temperate.

Risata

Se non scrivessi le parole che seguiranno potrei dimenticarle, non che siano rilevanti per la mia vita, ma certamente curiose:

"La sua risata è da modificare, simpatica ma da modificare"

In data 4 novembre il mio capo è irritato dalla mia risata (credo non sia stata l'unica volta ma probabilmente non era la mattina giusta per emettere suoni che non siano parole).

Ero imbarazzata per lui. Credo di averlo bruciato nell'ortica almeno 100 volte con il pensiero.

Il prezzo

Lavoro 8 ore a 5 minuti da casa. Il mio stipendio non è rilevante ma mi permette di rimanere a galla. Ho voluto questo posto con tutta me stessa perché desideravo avere una famiglia, crearmi i miei spazi senza pagare un prezzo troppo alto, riuscire ad esserci sempre e comunque.
Mi piaceva l'idea di imparare qualcosa di concreto, addentrarmi nella consulenza e nel diritto del lavoro, allargare gli orizzonti. Ho idealizzato un'azienda senza conoscerla, ho sognato di essere un'allieva, ho sognato di poter essere me stessa e di essere rispettata.

Adesso ho una famiglia bellissima. Rinuncerei a qualsiasi cosa per loro.
Ma il prezzo che pago è altissimo.
Non ho stimoli, mai un aumento, nessuna ambizione. Il mio capo scivola dal suo ufficio per controllare me e i miei colleghi, sperando di trovarci nell'etere di qualche sito "proibito", sposta i fogli della mia scrivania per vedere se nascondo qualcosa (e che cosa si può nascondere sotto 2 fogli?). Ronde in continuazion…

Il Film

Harry:

"Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. adoro il fatto che ci metti un'ora e mezza prima di ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fosse matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te possa sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo e non c'entra il fatto che è Capodanno. Sono venuto qui stasera perchè quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della vita con una persona, vorresti che il resto della vita iniziasse il prima possibile"

Sally:

"Ecco ... tanto sei il solito imbroglione! Mi dici queste cose e poi mi spieghi come faccio io ad odiarti?...E invece io ti odio... ti odio..."

Inno di Mameli - Ninna Nanna

Alle scuole medie, tale Prof. di Musica Grioni Ivano, insegna con passione l'Inno Italiano ad una banda di ragazzini poco consapevoli. Ci sono anch'io, altrettanto poco consapevole, e non mi interrogavo né sul significato delle parole, nè sull'autore.
A mio padre, invece, vengono sempre le lacrime agli occhi, in occasione di premiazioni sportive, atleti felicemente stanchi che coronano il sogno di una vita zeppa di sacrifici. Io, da ragazzina, lo spiavo e ridevo sotto i baffi, perché credevo fosse una cosa assurda, adesso, un po' più attempata, mi ritrovo ad emozionarmi, cercando, per una questione di coerenza, di non farmi venire gli occhi lucidi. Scherzi di DNA.

Fine premessa.

Mio figlio da quando è piccolo passa molto tempo con mio padre e sorpresa delle sorprese adora Mameli e il suo capolavoro (non so se per DNA o semplice "naturale" imposizione). Tanto che diventa colonna sonora delle loro giornate, tanto che viene utilizzato prima di ogni nanna.
Così, la s…

Emmaus

Leggevo almeno un libro al mese. Leggevo. Tempo Imperfetto del verbo leggere.

Oggi leggo libri quantificandoli in anni, selezionandoaccuratamente gli acquisti. Un autore a cui non potrei rinunciare è Baricco, di cui ho letto tutto. "Emmaus" narra di 4 diciottenni in una realtà disarmante (almeno per me) e di una religione imposta, la pazzia dietro l'angolo, che sfugge per tutto il libro.
Non avevo pensato che il titolo potesse riferirsi alla città della Palestina in riferimento al Vangelo di non so quale apostolo. Ne sono rimasta particolarmente colpita perché immaginavo la religiosità dell'autore qualcosa di astratto, un' appendice di una vita concreta oltre i libri.

La consapevolezza della mia ignoranza religiosa è estenuante. Rimediare è una missione impossibile.

Voto: 7

Sarzana, 2 ottobre

...perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita... (AB)

8 settembre

....Era piccola, scappava dalla porta principale dell'asilo gestito da suore per raggiungere la madre che lavorava in una fabbrica lì vicino... Era additata perchè non aveva un padre, perchè non l'aveva mai conosciuto.
Veniva chiamata la figlia di nessuno e piangeva, girata verso il muro di un palazzo qualsiasi affinchè non la vedessero.

Quando penso alla sua vita. è l'immagine più triste che ho. Vorrei che non fosse cresciuta così velocemente e che fosse nata qualche anno dopo. Qualcosa sarebbe cambiato.

L'otto settembre 2010 la mia nonna compie 80 anni.
E' bellissimo averla con noi.

ma

"Lo so che potrebbe suonare alquanto stravagante, ma credo che già sapessi d'amarti prima di incontrarti, penso di aver sognato te nella vita, sono stato ad attenderti tutta la mia vita" (da - I knew I loved you)

Una certezza

Tutto quello che so è vincolato ad un giorno di coraggio, al momento in cui i miei genitori hanno deciso che, nonostante tutto, si doveva andare avanti.
Oltre ciò che poteva essere loro risparmiato.
Una piccola vita in alto nel cielo, che mi segue e non mi lascia sola, che sento sfiorarmi la mano in una calda giornata di luglio.
Domani festeggio io ma ringrazio lei, che mi guarda da lassù e mi protegge sempre e comunque.



A.B.

...sa, è molto bella l'immagine di un proiettile in corsa: è la metafora esatta del destino. Il Proiettile corre e non sa se ammazzerà qualcuno o finirà nel nulla. ma intanto corre e nella sua corsa è già scritto se finirà a spappolare il cuore di un uomo o a scheggiare un muro qualunque. Lo vede il destino? Tutto è già scritto eppure niente si può leggere. (A.B.)
Un puntino rosso in mezzo a mare e sabbia. San Teodoro 2010.

mars e riso soffiato

Ricetta semplice e velocissima per un dolce super calorico ma strepitoso:

sciogliere in un pentolino 150 g di burro e 6 mars, quando il contenuto è ben omogeneo versare in una forma per torte ricoperta di carta da forno e attendere il raffreddamento.
Niente di più.

la cosa più importante è mangiare senza sensi di colpa!

slurp

Sogni

I miei sogni sono racchiusi là, in quel posto piccolo e impolverato, nell'angolo della stanza assolata. Non riesco a far finta di niente, a negare l'improvvisazione di un attimo, così esco allo scoperto e il martedì rivivo tutto quello che ho sepolto. Il mercoledì ritorno alla realtà, l'olimpo è qualcosa che ancora non conosco, la metamorfosi è in atto.

Un abbraccio, amici miei. Amatemi così, se potete.

La possibilità

Sono una donna che ha subìto una variazione dell'essere, in ogni piccolo istante, sostenuta da quel legame inossidabile creato con tanta naturalezza da lasciarmi senza fiato. I sorrisi sostituiscono i pianti, le carezze uniscono le mani, sono consapevole di cosa voglia dire essere fortunata.
La possibilità di poter avere di nuovo qualcosa di solo mio, la possibilità di non essere chiamata "signora" e la possibilità di essere guardata per quello che sono, non è poi così vicina.
Perchè la linea di confine tra giovanedonna e solodonna è così sottile?

Müller - Blusubianco - Contest letterario - la sensazione

Muller e Scuola Holden hanno indetto un concorso per aspiranti scrittori, ogni settimana un incipit da sviluppare, pubblicazione previa moderazione sul sito, ulteriore scrematura per arrivare ad avere sei/sette racconti. Di seguito il mio, non selezionato fra i finalisti:

Müller - Blusubianco - Contest letterario - la sensazione
Tutto quello che ho, a volte, si riassume in un pugno di parole e cambi di scena repentini. Mi piacerebbe uno zainetto, profumato di cuoio e camminare spedita verso la stazione. come quando ero più piccola. Mi manca il profumo delle matite colorate e sapere che aprendo l'astuccio potrei trovare qualcosa di dimenticato.