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Visualizzazione dei post da Luglio, 2011

Sotto la Pioggia

Sono una persona che si annulla nella tristezza, mi concedo completamente alla tragedia, alla non reazione del fisico, all'annientamento dell'anima. Oggi devo affrontare l'idea della morte di una persona a cui non so rinunciare e sento che potrei cadere da un momento all'altro, in qualsiasi istante della giornata.
Un tonfo.
Caduta, svenuta, il pavimento gelido attaccato al viso, la consapevolezza che almeno per un po' questo mondo smetterà di girare e i miei pensieri non si infileranno più uno sopra l'altro con quell'insistenza che mi punge il cervello.
Due minuti e poi si ricomincia.
Flash. In nero, grigio, nero.
E tutto quello che ho in mente è qui. O forse no.
Mi strugge pensare che lei si immagini ancora un futuro che non avrà, mi uccide pensare all'attimo in cui capirà che ci sta lasciando, sono terrorizzata dalla paura che proverà in quel frangente, non so smettere di piangere improvvisamente e ovunque.
Trentasei anni di vita con lei a fianco. …

La Vita Oscena - Aldo Nove

Un libro crudo, un libro a tratti. Dolore, inaudito quanto violento, la morte senza soluzione. Un adolescente che diventa uomo, domande a cui non sa rispondere, il vuoto attorno a sè.
Una solitudine immensa che mi ha spaventata. Le pagine diventano mattoni ma non per la monotonia quanto per la pienezza della scrittura, per la facilità di percezione delle cose che gli accadono attorno.
Poi il rito di abiezione attraverso la droga, il sesso, la perdita di qualsiasi valore morale, la ricerca della sconfitta fisica.

Un piccolo assaggio:

"L'istante più impossibile. E' la dolcezza di un luogo che non può esistere eppure hai fatto tuo, ci perseveri nel tempo lasciando fuori calendari e amicizie, parentele e appuntamenti, con una boria che non ha pari e facendo silenzio ti culla lontano dagli schiamazzi del mondo, dalle sue assurdità che diventano storia. Che stessi impazzendo non aveva nulla di rilevante in un mondo che non aveva perduto senso oppure ne aveva troppo da poter ess…

Dentro

Tutto ad un tratto qualcosa non torna. Come un puzzle con un pezzo mancante, un equilibrista senza equilibrio, un libro senza le prime pagine.

La verità è che non sarò mai pronta a rinunciare a lei, il mio porto sicuro, la persona che mi ha sempre accolta, difesa, amata. Non sono abbastanza forte nemmeno per continuare a vederla in un letto d'ospedale, nemmeno per fingere che tutto andrà bene, nemmeno per darle coraggio.

Io non lo so cosa si deve fare in questi momenti, pregare chi e che cosa, ma lassù qualcuno giudicherà questa disperazione  che  rapisce l'anima, qualcuno provvederà affinché si delinei una strada precisa, qualcuno l'aiuterà a sentirsi meno sola.

Stasera sento freddo. Dentro.



Non sopporto

Non sopporto l'ignoranza, un "dovrei" anziché un "dovessi", le cose dette tanto per dire, la diarrea verbale, l'uso improprio dei gesti, l'ottusità, la stoltezza, lo smalto smaccato, le valigie brutte, le donne che non vanno dal parrucchiere, le donne che non sanno abbinare gli accessori, le donne che non si lavano, i denti gialli, il frigorifero che puzza, le posate non pulite, i resti di dentifricio nel lavandino del bagno.

Non sopporto L. quando beve direttamente dalla bottiglia dell'estathè, lo starnuto di mio padre (una tromba d'aria), non sopporto il vicino che mi guarda in casa la sera, i 20 gatti di D., i giardini incolti, la buccia di banana di V. lasciata sul tavolino della sala, l'espressione di disappunto sul volto di mia madre, i colleghi che bisbigliano, le commesse in assalto - cliente, gli uomini che fischiano al passaggio di una donna, i guidatori della domenica, l'alito di B., la camminata di G.


La giornata inizia bene.




Talento

Week-end da Italiani Medi, Romagna, poca aria, spiagge zeppe di ombrelloni e lettini, mare senza speranza. L. si sente rinvigorito e in uno dei suoi mille discorsi mi dice che sarebbe meglio canalizzassi il mio talento.
Sono perplessa.
Quale talento?
La risposta non c'è. Presumibilmente dovrei trovarla  io. " Certo è che questo lavoro ti uccide l'anima" - dice - e forse è vero.
Non so ancora cosa farò da grande, ma la data di scadenza è dietro l'angolo. A volte mi sembra che l'acqua stia salendo fino alla gola, in altri momenti credo di avere ancora molto tempo, prima o poi arriverà un'illuminazione che mi lascerà folgorata.
Aspetto e intanto penso.
Apro un negozio di scarpe (sicuramente ne avrei tantissime), oppure un'agenzia di viaggio (vedrei dei bellissimi posti)... un'agenzia che organizza matrimoni? (sarei una jennifer lopez un po' fuori forma) se diventassi una personal shopper? (sarei super brava con il portafoglio degli altri)

Uffa.

Malli, Mallina, Manopola, Mari. Un Inno breve.

Lei è quella che ad un certo punto ha aperto le braccia al mondo ed è volata via. Nel senso effettivo della cosa. A dire il vero ha provato, per un certo lasso di tempo, ad avere un piede sulla penisola e un piede in aria. Poi la scelta è diventata un obbligo. Il cuore le batteva così forte che non ha saputo resistere.

Quando l'ho conosciuta non avrebbe mai pensato di poter passare la sua vita lontana da brembiocity. Tutto il suo mondo era lì, in un pugno. Ma io la osservavo spesso e sapevo che la sua vita sarebbe cambiata, o meglio, che le sue capacità l'avrebbero cambiata. Poi ci si è messo anche il destino, gli incontri, le situazioni, ma la sua testa girava troppo velocemente per rimanere in questo piccolo spazio lodigiano.

I suoi successi mi hanno provocato una sorta di soddisfazione innata, ho pensato : "finalmente una persona che fa andare tutto per il verso giusto, finalmente una persona che è totalmente padrona della sua vita e che fa quello che ha sempre deside…

Spesa

Mi sono ridotta a fare la spesa online. Credo che peggio di così non si possa fare. Eppure non avevo altre soluzioni, per riuscire a godermi la pausa pranzo, per non sudare (e per non infilare ogni mattina nella borsa una maglietta di ricambio), per non dover tornare anche il giorno dopo al supermercato (inevitabilmente dimentico il biglietto con la lista e dimentico almeno 10 articoli), per non impazzire dalla fame e rischiare di mangiare qualsiasi cosa, per respirare.
Ma che tristezza.
Il video al posto di tanti scaffali e la tastiera al posto del carrello.
Ma che tristezza.
"In qualche modo bisogna pur fare", mi dico.
Ma che tristezza.

Però ringrazio comunque Esselunga. Con il tempo risparmiato ingrasso ancora un po', sono meno nervosa, spendo meno e non sudo in pausa pranzo.

Ma che tristezza la tastiera.