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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Il salto

Di che cosa abbiamo paura veramente? Di rompere degli schemi prestabiliti, di essere giudicati o semplicemente di quello che non conosciamo? Abbiamo paura del vuoto, abbiamo paura di non essere capiti, compresi, abbiamo la sensazione che manchi la terra sotto i piedi quando corriamo troppo velocemente e saltiamo da una parte all'altra, senza un attimo di sosta, senza respirare.
Ci scordiamo che la nostra età esige ancora libertà, di pensiero, di amore, di vita, i doveri sono all'ordine del giorno, tutte le ore, i minuti soffocanti ci accecano la vista e l'olfatto.
Siamo persone vive, a volte frivole, sbagliate, mai perfette.
Non abbiamo la stabilità essenziale che ci meriteremmo, ci sentiamo peccatori, ci prendiamo colpe che non sono nostre.
E la solitudine, quella che ci attanaglia la sera, quella che ci avvolge come una coperta, che ci culla tutta la notte, diventa un piccolo gingillo del giorno, una cosa che ti fa salire un brivido su per la schiena appena lo intravedi.

Cuore e Istinto

Sono ad una festa, una di paese, di quelle che se sei vestita in modo non canonico ti guardano storto, di quelle in cui i preti arrosiscono ancora e il sindaco elargisce discorsi di benvenuto. Ecco, che ci faccio io ad una festa così non lo so ancora adesso, ma occorre che mio figlio socializzi e si confronti con coetanei  e faccia tutte quelle cose che si dice facciano crescere etc etc.
Perché di questi tempi occorre integrarsi, conoscere molte persone e prima di poter girare il mondo occorre saper orientarsi in zona, avere memoria di visi e situazioni.
Non voglio aspettarmi niente da R., vorrei avere la capacità di non condizionarlo nelle scelte che lo faranno crescere, vorrei avesse la capacità e il coraggio di andare o di restare senza condizioni.
Ma poi a 20 anni è così chiaro ciò che si vuole dalla vita? Ogni tanto qualche madre gonfia di orgoglio dice :"mio figlio a 3 anni sapeva sarebbe diventato medico...".
Io da R. sento una sola risposta da quando sa parlare &quo…